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MESSAGGIO DEL VESCOVO ELETTO ALLA SANTA CHIESA DI DIO CHE E’ IN MELFI-RAPOLLA-VENOSA

Carissimi fratelli e sorelle, 
con sentimenti di sorpresa e stupore, ma anche di timore e trepidazione, rivolgo il mio saluto all’intera comunità diocesana di Melfi-Rapolla-Venosa, e a tutte le istituzioni pubbliche. Sorpresa e stupore nell’apprendere la scelta di Papa Francesco di nominarmi Vescovo, vostro Vescovo! A Dio, “Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione”, (2 Cor 1,3) dico nella fede il “si” dell’abbandono alla Sua fedeltà, con le parole del Beato Charles de Foucauld con le quali ho sempre pregato:

“mi abbandono a Te, rimetto la mia anima nelle tue mani”. Al Santo Padre esprimo tutta la mia gratitudine, per la fiducia che ha voluto mostrare nei miei confronti affidandomi un compito molto più grande delle mie povere forze, e soprattutto gli manifesto il mio attestato di filiale docilità. Sorpresa e stupore anche per voi, carissimi fratelli e sorelle della Santa Chiesa di Dio che è in Melfi-Rapolla-Venosa, che accogliete oggi il nome di un nuovo pastore con una storia e un volto non ancora conosciuto. Insieme, quanto prima, impareremo a conoscerci, a stimarci e, soprattutto, ad amarci come il Signore ci ama. E’ con questi sentimenti nel cuore, insieme alla fede, che accompagna e orienta sempre e in particolare nei momenti importanti della vita, che per la prima volta mi rivolgo a voi tutti, rendendo grazie a Dio, che mi ha scelto per tale ministero (cfr. 1 Tm 1,12), e lodandolo per voi tutti che siete stati redenti non a prezzo di cose effimere, ma con il Sangue prezioso del Suo Figlio (cfr. 1 Pt 1,18-19; Rm 3,25; Ef 1,6). Esprimo anzitutto il mio cordiale saluto a S. E. Mons. Gianfranco Todisco, che per voi è stato per 14 anni Vescovo, pastore buono e fedele, che obbedendo alla voce dello Spirito è stato inviato dal Santo Padre missionario in Honduras per annunciare il Vangelo a tutti, specialmente agli ultimi; un grazie fraterno a Mons. Vincenzo Vigilante, che in quest’ultimo periodo ha guidato con saggezza la diocesi come Amministratore Diocesano, coadiuvato dal Collegio dei Consultori. Saluto anche con deferenza S. E. Mons. Rocco Talucci, Arcivescovo emerito di Brindisi-Ostuni e figlio della Santa Chiesa di Melfi-Rapolla-Venosa. Un abbraccio di comunione a tutti i Vescovi che vivono il loro servizio alle Chiese della Basilicata. In modo speciale rivolgo il mio saluto e il mio grazie a tutti i carissimi fratelli presbiteri della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, preziosi ed insostituibili collaboratori del ministero episcopale, unitamente ai consacrati e alle consacrate, ai diaconi, ai seminaristi. Carissimi fratelli Sacerdoti, a voi un mio abbraccio fraterno e cordiale, per nulla di circostanza! Insieme siamo fratelli, insieme siamo presbiterio; insieme dobbiamo porci in costante ascolto del Vangelo e dei segni dei tempi! Solo vivendo uno stile fraterno, fondato nella grazia sacramentale del Sacerdozio e nel Vangelo, saremo capaci di annunciare, in maniera credibile, visibile ed udibile che la vita è dono, vocazione e missione. Carissimi fratelli Sacerdoti, lasciamoci interpellare e trasformare dalla bellezza e dal fascino della Parola di Dio! Il Vangelo ci aprirà sempre alla novità che il Signore vuole donarci qui ed ora per il bene della nostra Chiesa e per la vita degli uomini e delle donne che, nel nome di Cristo, siamo chiamati a servire. Come Chiesa, si tratterà di crescere insieme nella condivisione, in tutte le forme, della ricerca per raggiungere una comprensione armonica della realtà e della individuazione di percorsi da intraprendere in maniera condivisa. E’ questo, carissimi, il volto della Chiesa di comunione che, alla luce del Concilio Vaticano II, siamo chiamati a edificare. E’ vero: è un ideale! E come tale può rimanere imprigionato in belle parole; ma sappiamo anche che ogni ideale è sempre possibilità raggiungibile, pur nella durezza dei percorsi! Sono sicuro che ogni traguardo ecclesiale ed ogni desiderio evangelico potranno diventare in qualche modo concreti solo con l’aiuto di tutti e con la preghiera di tutti; non facciamo mai mancare la pazienza e la collaborazione, nella schiettezza di un vero confronto e dialogo! Solo così saremo capaci di preparare “otri nuovi” (cfr. Mc 2, 22) per accogliere il “vino nuovo” del Regno, che continuamente il Signore dona alla sua Chiesa. Il mio saluto va a tutti voi, carissimi e amatissimi fedeli della diocesi di Melfi-Rapolla- Venosa, alle famiglie, ai giovani, ai bambini, ai lavoratori e a quanti sono attanagliati dalla morsa della disoccupazione, agli ammalati, agli anziani, agli ultimi e a quanti svolgono diverse forme di servizio per la comunità ecclesiale. Saluto con profondo rispetto le Autorità, civili e militari, impegnate nel servizio e nella tutela del bene condiviso, e della promozione di ogni comunità. Non posso nascondere anche la gratitudine verso l’amata Chiesa di Lucera-Troia, da cui provengo e che mi ha generato alla fede e alla vocazione: innanzitutto al Vescovo S. E. Mons. Giuseppe Giuliano, che sin da subito ha voluto benevolmente riporre in me fiducia e stima nominandomi suo vicario generale ed onorandomi con la sua amicizia; ai suoi predecessori, S.E. Mons. Domenico Cornacchia, S.E. Mons. Francesco Zerrillo e S.E. Mons. Raffaele Castielli, che mi hanno sempre mostrato paternità e comprensione; a S.E. Mons. Michele Di Ruberto, sempre paternamente vicino; a tutti i sacerdoti, ai diaconi, ai seminaristi, alle persone consacrate e ai laici che ho conosciuto in diverse occasioni, e, in modo particolare, alle carissime e amatissime comunità Parrocchiali della Cattedrale e di San Giacomo M. A., alla Curia Diocesana, all’Azione Cattolica, ai familiari, e a tanti amici a cui mi sento legato da riconoscenza grande, certo che i legami autentici sono e rimarranno vivi. La mia nomina viene resa di pubblico dominio nella memoria liturgica di San Giovanni Maria Vianney, il S. Curato d’Ars, che nella sua vita, tutta vissuta a servizio della comunità, mi offre le coordinate essenziali per il mio servizio episcopale in mezzo a voi. San Giovanni Maria Vianney, mi ricorda e ci ricorda che nella Chiesa ogni ministero per essere fecondo deve essere vissuto nella piena conformazione ed imitazione di Cristo, che è venuto non per essere servito ma per servire e dare la vita (cfr. Mt 20, 28). Il Vescovo, infatti, non è certo un’autorità mondana, ma un umile segno della passione evangelica per tutto ciò che è squisitamente umano. Imploro dallo Spirito Santo di donarmi di entrare dentro la vita del popolo santo di Dio di Melfi-Rapolla-Venosa, e anche di farmi essere fratello di tutti e di ognuno. Il nostro “stare insieme” si rafforzerà nella misura in cui vivremo in comunione la lode al Signore, il gioioso annunzio del Vangelo e la testimonianza coraggiosa della carità. Con la luce del Vangelo vorrei essere vicino alle periferie geografiche ed esistenziali della nostra Chiesa di Melfi-Rapolla-Venosa, con l’attenzione ai più poveri, agli ultimi e a chi soffre, accogliendo nello stesso tempo il senso profondo dell’invito di Papa Francesco: al pastore sta a cuore la vita di tutti. Infatti, cercherò di conoscere e di conoscervi, come il pastore evangelico che “chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori” (Gv 10,3). In questo delicato e decisivo momento della mia vita, sento risuonare per me tanti passi della Scrittura, che in questi anni di sacerdozio mi sono stati di aiuto e di sostegno, ma, in modo particolare sento vibrare nel mio animo, le parole che Dio disse a Giosuè nel momento in cui veniva chiamato a farsi carico della guida del popolo Israele nell’entrare nella Terra Promessa: “Sii forte e coraggioso … Non avere paura e non spaventarti, perché il Signore, tuo Dio, è con te, dovunque tu vada” (Gs 1,6). Queste parole della Scrittura, che risuonano per me anche con l’eco della vocazione al sacerdozio ministeriale, sono portatrici ora di un mandato e di una promessa, e mi introducono anche alla preghiera. E’ la mia preghiera per voi, carissimi fratelli e sorelle, perché sia sempre il Signore, anche in questo importante momento di vita diocesana, a guidarci; è la preghiera che vi chiedo per me, per accompagnarmi in questi giorni di preparazione verso l’ordinazione episcopale e poi di arrivo nella diocesi. Grato fin d’ora a tutti voi, affidandomi alla vostra preghiera e alla protezione di Maria SS. Assunta in Cielo, dei patroni della diocesi, in attesa di incontrarvi, vi abbraccio e vi benedico nel Signore e a Lui vi affido. 

Lucera, 4 agosto 2017 – Memoria di S. Giovanni Maria Vianney 
+ don Ciro Fanelli, Vescovo eletto di Melfi-Rapolla-Venosa

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